all'atleta della bergner brau - la quarta tappa del giro delle dolomiti

GIRO DELE DOOMITI

 

MIKI TUMLER E’ TORNATO.

 

PORDOI. 2 AGOSTO 2012. Dopo un inizio di stagione piuttosto altalenante, MIKI TUMLER della PVB/BERGNER BRAU, ha ritrovato il colpo di pedale che nella passata stagione lo consacrò scalatore di valore assoluto. Già dominatore nel 2011 del GRAN PRIX della MONTAGNA e del TRENTINOTOUR (le due manifestazioni più importanti dell’intero calendario Regionale). TUMLER si è ripresentato alle gare con uno stato di forma ritardato e precario. Da qui le avvisaglie che qualche cosa non fosse andata per il verso giusto e le prime preoccupazioni in casa BERGNER BRAU. L’occasione per sciogliere questi piccoli interrogativi è arrivata nella BOLOGNANO MONTE VELO quando s’impose davanti al compagno di colori MIRCO MEZZANOTTE e nella tappa di ieri del GIRO DELLE DOLOMITI dove si è imposto davanti ad EDUARD RIZZI e al campione italiano di specialità CRISTIAN PINTON. Ben tornato quindi al giovane scalatore altoatesino che ha finalmente ritrovato il sorriso e il ruolo che gli competono.

La quarta tappa partita da BOLZANO, attraverso PONTE GARDENA, ORTISEI, SELVA GARDENA, PASSO GARDENA, CORVARA, CAMPOLONGO quale gustoso antipasto per la cronometro scattata da ARABBA verso il PASSO PORDO (dove terminava il tratto cronometrato). Fin dalle battute iniziali  si sono avvantaggiati PINTON, TUMLER e RIZZI che si sono studiati fino alla fine, quando all’approssimarsi dell’ultimo chilometro uno scatto  di TUMLER  lasciava su pedali i due capo classifica e si involava verso un arrivo in perfetta solitudine Nello sprint per la seconda piazza RIZZI bruciava PINTON, accreditati dello stesso tempo.

 

NEL DOPO CORSA:  TUMLER “Conosco il SELLARDONDA che percorro ogni anno per fare in po’ di sci da fondo. Oggi sono andato via con RIZZI e PINTON. Ma sapevo di poter fuggire all’ultimo chilometro e l’ho fatto”.
PINTON che  è il leader della generale è soddisfatto della sua terza posizione. “TUMLER è scappato proprio all’ultimo chilometro. EDUARD ed io ci siamo guardati e abbiamo preferito lasciarlo andare. Non volevamo rischiare, poiché domani ci aspetterà la sfida decisiva. Comunque eravamo tutti e due carichi e freschi, nessuno di noi due avrebbe mollato tanto facilmente”.

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